GENOVA - Il dibattito aperto da Primocanale sull'ordinanza anti-smog che entrerà in vigore dal primo di marzo per tutto il territorio comunale di Genova ha investito la città: tante le richieste di cittadini e categorie, a partire da Confartigianato e Confesercenti, di deroghe e corsie preferenziali. C'è grande preoccupazione da parte soprattutto dei sindaci dei territori limitrofi, dove spesso circolano auto o soprattutto motorini immatricolati come Euro 1 che non potranno più essere utilizzati per la vita di tutti i giorni. Ma le più a rischio sono le piccole attività che dovranno fare i conti con le restrizioni che per le categorie commerciali arrivano fino all'Euro 3.
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Anche la consigliera comunale del Partito Democratico Cristina Lodi si è espressa sul tema in una nota stampa e ha presentato un’interrogazione urgente per avere delle risposte, risposte che il sindaco Marco Bucci a Primocanale ha anticipato che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, dato che si stanno studiando delle eccezioni nel rispetto delle normative.
"A Genova la qualità dell’aria è pessima da anni, ma il Comune invece che pensare a strategie vere e concrete di diminuzione dell’utilizzo dei veicoli privati attraverso proposte efficaci nel tempo e sostenibili, emette ordinanze che vanno a penalizzare ancora una volta i cittadini"
Il primo problema da affrontare è la difficoltà, oltre che economica, di acquistare auto nuove: il mercato prevede tempi di attesa lunghissimi a causa dell'assenza di chip e altri optional, per cui per un nuovo mezzo si aspetta anche più di 6 mesi. Il mercato dell'usato per questo motivo ha visto un'impennata nei prezzi e la spesa non vale l'acquisto che nel giro di pochi anni potrebbe essere 'obsoleto' o da rottamare.
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Secondo la consigliera d'opposizione "in tutti questi anni non ci sono mai state misure propositive e costruttive per limitare l’utilizzo dei mezzi privati, penso per esempio a un trasporto pubblico efficiente che serva adeguatamente tutte le zone, anche e soprattutto quelle periferiche; ad alleanze con i sindaci della Città Metropolitana, proponendo una bigliettazione unica che metta insieme linee extraurbane, urbane e ferroviarie. Il miglioramento dell’aria e la riduzione dell’inquinamento avvengono anche attraverso l’aumento e la riqualificazione delle aree verdi, una rete funzionante di sharing mobility e molto altro".
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Anche il capogruppo in Consiglio comunale Mattia Crucioli (Uniti per la Costituzione) ha presentato una mozione sostenendo che l'ordinanza è una misura iniqua che colpisce ancora una volta le classi meno abbienti, chi in sostanza è costretto a recarsi al lavoro con la Panda o la Vespa perché non ha la possibilità di cambiare il mezzo, e i moltissimi artigiani che utilizzano furgoni per lavorare. Si parla di oltre quindicimila veicoli che sarebbero interdetti dal divieto".
E il Partito Democratico interviene chiedendo:
"Quali sono gli studi che dimostrano che questa misura andrà a migliorare la qualità dell'aria? In che modo l’amministrazione intende permettere alla popolazione che si muove dai Comuni limitrofi verso Genova di raggiungere la città? Quali misure intende adottare per permettere alle persone di andare a lavorare senza obbligarle ad acquistare un veicolo nuovo?"
IL COMMENTO
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